Circolo e Mensa Marinai, Base Elicotteri Luni - La Spezia

Oggetto: Verifica sismica ai sensi OPCM 3274/03 incluse le indagini conoscitive e relativo studio di adeguamento del Fabbricato 30 – Circolo e Mensa Marinai, MARISTAELI Luni, Sarzana. Committente: Ministero della Difesa – Direzione del Genio Militare per la Marina, La Spezia. Tipo di Appalto: Pubblico. Importo della prestazione: € 16.025,64 (a base d’asta). Importo dell’opera (valutata ai sensi dell’OPCM 3362/04, Alleg. 2, punto c): 1.035.000,00 €. Volume: 6.900 mc. Periodo di esecuzione: anno 2013.

Tipologia della struttura: Telai in c.c.a.

L’edificio strategico, oggetto di Verifica Sismica ai sensi delle “Nuove Norme Tecniche delle Costruzioni” (DM 14/01/2008), della Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 e dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/3/2003 e s.m.i., si trova all’interno della Stazione Elicotteri per la Marina Militare di Luni nel comune di Sarzana, La Spezia.

Destinato in passato a Mensa e Circolo Marinai, è costituito da tre corpi di fabbrica tra loro disgiunti (doppio pilastro, doppia trave) seppure in maniera imperfetta a causa della mancata soluzione di continuità a livello di solaio di copertura e di gronda.

La Verifica Sismica è stata come sempre preceduta da un’approfondita indagine storica volta a reperire i calcoli e i disegni strutturali originali. E’ stata condotta sia presso la S.A. che presso gli uffici della P.A. deputati al deposito/conservazione degli elaborati di progetto, purtroppo senza alcun esito. L’esame dei cartigli dei due disegni architettonici disponibili, ragguagliato con informazioni reperite sulla rete e un libro inventario della caserma, ha consentito la sola datazione della costruzione, eseguita per la Direzione Demanio della Seconda Regione Aerea tra il ’67 e il ’69. Ciò ha permesso di redigere un progetto simulato fondato sulla normativa all’epoca vigente nonché sulle pratiche costruttive e le caratteristiche dei materiali allora in uso.

Lo schema di armature che è stato desunto dal progetto simulato è stato sottoposto a controllo in situ – con le indagini sotto descritte – ed ha condotto ad un quadro conoscitivo (accreditato con livello di conoscenza LC2) sulla base del quale la struttura è stata poi sottoposta a modellazione.

La campagna conoscitiva ha previsto indagini sia visive che strumentali vertendo sia sugli aspetti geometrici (rilievo o riscontro della geometria del fabbricato e delle singole membrature nonché demolizioni localizzate di queste ultime atte a porre in luce le barre di armatura) sia sulle caratteristiche dei materiali. In dettaglio:
Oltre alle prove sui materiali sono state condotte le seguenti prove su suolo:

Infine è stata svolta un’indagine endoscopica mirata all’individuazione delle caratteristiche delle strutture fondali.

Una volta acquisiti i dati, come detto, si è provveduto alla modellazione tridimensionale dei tre corpi di fabbrica tramite software di calcolo SismiCAD 12.1 della Concrete srl.

L’analisi delle diverse Unità Strutturali individuate ha reso necessaria la realizzazione di tre modelli globali. Questi sono stati verificati al sisma utilizzando il metodo dell’analisi statica non lineare (Push Over). Circa alcuni elementi strutturali è stata eseguita, la verifica secondo le normative dell’epoca di costruzione. Ciò ha determinato una specifica indagine per quanto riguarda le ipotesi di carico, le caratteristiche di resistenza dei materiali, le metodologie di calcolo.

Per la ricostruzione del modello sismico del sottosuolo è stata eseguita un’indagine sismica di superficie caratterizzata dalla combinazione tra la tecnica sismica di analisi spettrale delle onde di superficie (Onde di Rayleigh) tipo MASW e la tecnica a stazione singola HVSR.. L’analisi comparata delle due tecniche consente di assegnare la categoria di suolo secondo le NTC 2008 (in questo caso è risultata la B), ed inoltre ha consentito di ricostruire il profilo dei sismostrati del sottosuolo assegnando velocità e spessori per ogni strato.

L’indagine geotecnica, attraverso l’esecuzione delle penetrometrie dinamiche di tipo DPSH, ha permesso di caratterizzare stratigraficamente e geotecnicamente il sottosuolo indagato così da poter realizzare una sezione litotecnica del sottosuolo al di sotto della struttura di interesse. Ha inoltre fornito un ulteriore controllo e verifica per la validità del modello sismico.

L’insieme delle indagini geognostiche eseguite, ha consentito anche di individuare la presenza o meno di falde e/o accumuli idrici o di eventuali anomalie (cavità, tasche di alterazione) così da avere un quadro completo delle caratteristiche e di eventuali rischi del sottosuolo.

L’edificio, alla fine, è risultato avere un livello di sicurezza sismica assai modesto. Ciò, soprattutto, in ragione di una congenita debolezza delle travi di copertura di grande luce, insufficienti a sopportare in condizioni di sicurezza anche solo i carichi statici. Tale circostanza è peraltro confermata da un chiaro quadro fessurativo e da fondelli di rinforzo in acciaio posti (nel 1986) all’intradosso delle travi.

Sono state prese in esame varie soluzioni per l’adeguamento del fabbricato:
      1. inserire setti in c.c.a. che fungano da quinte di controvento e, in ragione della loro rigidezza, assorbano la totalità (o quasi) delle azioni da sisma,
        sgravando i telai da tale compito;
      2. rinforzare le membrature dei telai con una delle seguenti tecniche:
a. metodo CAM (calastrellature),
b. ringrossi,
c. fibre di carbonio (FRP),

risultando quest’ultima, per ragioni che qui non vi è modo di illustrare, la più appropriata e per la quale, dunque, è stato redatto un computo metrico estimativo.