Trasformazione dell'ex SuperCinema - Arezzo

Oggetto: Progettazione edilizia e DL della trasformazione dell’immobile di via Garibaldi civici 91/93/95/97/99/101/103 e Piazzetta Santa Maria Sopra i Ponti civici 7/8/9/10, Arezzo. Committente: SECVA srl. Tipo di Appalto: Privato. Importo della prestazione: € 230.000,00. Importo dell’opera: 2.300.000,00 €. Volume: 7.200mc. Periodo di esecuzione: 2005-2011.

Tipologia della struttura: Muratura portante per l’impianto originario,travi e pilastri in acciaioper la struttura multipiano nella ex sala di proiezione

Si tratta di uno degli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente più significativi che siano stati attuati nel recente periodo nel centro della città di Arezzo [1].

Agli inizi del secolo scorso, la Chiesa che si affacciava su Santa Maria sopra i Ponti, risalente alla fine del XVIII secolo, fu trasformata in un “moderno” ambiente di spettacolo: il SuperCinema di Arezzo.  La recente diffusa crisi del settore delle sale cinematografiche ha indotto la proprietà a mutarne la destinazione d’uso incaricando questo Studio di progettarne la trasformazione in edificio per negozi ed uffici.

L’intervento si è protratto nel tempo in ragione di più circostanze: prevalenti sono state quelle legate ai mutamenti, dettati dal mercato e dalle singole trattative, riguardo le caratteristiche da assegnare ai locali. La proprietà ha infatti inteso porre a reddito l’immobile offrendo spazi sul mercato delle locazioni previa personalizzazione delle singole unità in adeguamento alle richieste, spesso assai stringenti, dei conduttori. Uno di essi, ENEL spa, occupa oggi l’intero primo piano, adeguato agli standard che la società ha richiesto.

1. La Consistenza Iniziale

L’edificio è costituito da due corpi di fabbrica adiacenti, privi di discontinuità strutturale (vedi sezione trasversale a seguire). Il primo di questi, su via Garibaldi, comprendeva alcuni spazi accessori del cinema (l’atrio, la biglietteria, il bar, la scala per la salita in Galleria, alcune uscite di sicurezza) che lo occupavano per i primi due ordini di finestre (vedi foto “Prospetto del palazzo su via Garibaldi”) essendo destinati i due piani superiori ad abitazione ed uffici. Per questi ultimi, esclusi dall’intervento di ristrutturazione, si è dovuta garantire l’indisturbata funzione per tutta la durata dei lavori.

Il secondo corpo (vedi foto “Prospetto del Palazzo su Piazzetta S. Maria Sopra i Ponti”)  costituiva la sala cinematografica vera e propria ed era un grande volume vuoto – se si eccettua la tribuna di galleria – con copertura costituita da reticolari in acciaio e sovrastante manto in cemento-amianto.

All’inizio dell’intervento l’edificio era in muratura con pochi inserti di strutture in c.a. e acciaio, quali la tribuna. Si deve tener presente che l’edificio sorge in una posizione della città di antichissima antropizzazione ed è stato oggetto nei secoli di innumerevoli e ormai indecifrabili modificazioni. La costituzione di detta muratura risente ovviamente di tale circostanza e la qualità era assai scadente.

Altro caratteristica singolare dell’edificio è l’attraversamento sotterraneo del Torrente Castro, che, contenuto in un tombamento voltato, scorre sotto quella che era la platea del cinema seguendo l’intero immobile nel suo sviluppo longitudinale.

Si segnala infine che l’immobile è soggetto al vincolo comunale della conservazione delle facciate. Tale circostanza ha impedito la demolizione/ricostruzione del prospetto sulla piazzetta, che molto avrebbe agevolato lo svolgimento e l’economia dei lavori.

2. Il Progetto

Il progetto inizialmente prevedeva la realizzazione di un unico negozio, da destinare a store per una firma di rilevanza nazionale.

Successivamente esso ha subito un mutamento di indirizzo avendo la proprietà deciso di privilegiare una soluzione mista commerciale/direzionale con la definizione di sei negozi, poi ridotti a cinque, con tagli variabili dai 60 ai 180mq, e due uffici ciascuno di oltre 400mq.

L’intervento è caratterizzato dalla presenza di una “galleria” interna all’edificio che lo taglia trasversalmente collegando Via Garibaldi con Piazzetta S. Maria Sopra i Ponti. La galleria costituisce una via alternativa al traffico pedonale diurno e serale che gravita nell’isolato che, come già detto, appartiene al cuore del centro commerciale cittadino.

Tale soluzione ha ovviamente consentito di crescere grandemente le possibilità espositive dei negozi, e la loro visibilità, grazie all’affaccio in galleria.

Ad esaltare la propria funzione “pubblica” la galleria si allarga nella sua parte centrale fino a costituire una vera e propria piazzetta coperta, luogo di incontro e di relazione sociale. La realizzazione di sedute, rialzate rispetto al piano di passaggio, favorisce ed esalta tale caratterizzazione.

E’ poi la presenza di un caffè di grande superficie, con tavolini sia interni al locale stesso che nello spazio semi aperto della galleria (oltre che all’aperto), a garantire la costante vivacità del luogo e dunque il richiamo di persone.

La presenza del Caffè è inoltre avvertita nella Piazzetta S. Maria Sopra i Ponti verso la quale si propone con un terrazzino sotto una pensilina di nuova realizzazione, in vetro e metallo.

Il piano primo, che come abbiamo già detto è destinato ad ufficio, si affaccia anch’esso sulla Galleria grazie ad una grande apertura nel solaio che consente la reciproca introspezione dei luoghi. Al secondo ancora un ufficio, a pianta aperta e soppalcato.

I due piani superiori sono serviti da un ascensore panoramico inox-vetro. Il lastrico solare, infine, costituisce il grande terrazzo di un’abitazione privata.

3. L’Intervento

Si trattava in primo luogo, come è reso evidente dalle premesse, di “svuotare” l’immobile.

Si è tuttavia stabilito di rinviare la demolizione del tetto ad una seconda fase, quella immediatamente precedente la ricostruzione, e disporre così di una copertura del cantiere tale da consentire lo svolgimento dei lavori, senza interruzioni da maltempo, durante tutta la prima fase. Fase questa che è stata dedicata, oltre che alla rimozione di arredi, controsoffitti ed impianti, a quella, assai delicata, della demolizione della tribuna in c.a. ed acciaio.

L’intervento ha infatti dovuto prevedere il sostegno temporaneo di porzioni di edificio, abitate, che si insinuavano nel volume oggetto di intervento.

E, per citare ancora un esempio, della facciata verso la piazzetta ridotta nel frattempo ad un’alta quinta priva di ritegni orizzontali.

Solo in seguito si è dato corso alla demolizione della copertura, previo smaltimento del manto in Eternit.

A questo punto l’edificio si presentava come una scatola vuota priva di coperchio e solo in questa fase si è potuta montare una gru a servizio del cantiere con la quale si sono calate le membrature in acciaio per la realizzazione dei tre nuovi impalcati.

La struttura, infatti, è stata realizzata in carpenteria metallica con travi di grande luce (12m) in ragione del fatto che le colonne non potevano che essere fondate al di fuori dell’alveo del sottostante torrente.

Alcune membrature, tralicciate, hanno conformazione a cavalletto essendo loro riservata anche la funzione di sostegno del muro perimetrale del corpo di fabbrica su Via Garibaldi.

 


[1] L’intervento è stato oggetto di due tesi di laurea, una discussa all’Università di Bologna, l’altra all’Università di Firenze.