Palazzina ATTRAMINI, Accademia Navale - Livorno

Oggetto: Verifica Sismica ai sensi dell’OPCM 3274/03, incluse le indagini conoscitive, del fabbricato per i lavori di: “Ristrutturazione con adeguamento e ridistribuzione dei locali ubicati nel seminterrato della palazzina Attramini di Marinaccad”, Livorno. Committente: Ministero della Difesa – Direzione del Genio Militare per la Marina, La Spezia. Tipo di Appalto: Pubblico. Importo della prestazione: 39.205,34 € (a base d’asta). Importo dell’opera: (valutata ai sensi dell’OPCM 3362/04, Alleg. 2, punto c) 3.750.000,00 €. Volume: 25.000mc. Periodo di esecuzione: anno 2013.

Tipologia della struttura: Muratura (C.C.A. per il bunker)

La palazzina intitolata al T.V. Emilio Attramini, perito il 3 marzo 1977 assieme a 38 cadetti e 5 membri dell’equipaggio nella tragedia del Monte Serra, è utilizzata ad alloggi Direzione Corsi Ufficiali ed è uno degli edifici che si sviluppano, all’interno dell’Accademia Navale di Livorno, lungo l’asse di Viale Italia.

La fase di ricerca storica, così importante per il raggiungimento di un adeguato livello di conoscenza, ha riguardato tutti gli uffici della Pubblica Amministrazione cittadina e deputati alla conservazione di documenti attinenti alla progettazione e alla costruzione immobiliare. Sono stati dunque interpellati Comune,  Archivio di Stato, Soprintendenza (di Pisa e Livorno), Prefettura e Genio Civile, ottenendo però solo generiche informazioni. Ben più proficua è invece stata l’indagine svolta presso MARIGENIMIL di Livorno, ricavando dall’analisi dei Libri Inventario in ufficio Demanio una precisa datazione: l’anno 1950; e di conseguenza l’identificazione della normativa applicabile all’epoca (il R. Decreto-Legge del 22 Novembre 1937). In archivio disegni si sono potuti reperire i lucidi del progetto originale.

Si sono inoltre acquisite rielaborazioni CAD di tali lucidi e altri elaborati grafici e testuali inerenti recenti lavori di ristrutturazione (anno 2003-2004) svolti nell’immobile. Infine relazioni geologiche/geotecniche (1990 – 2011) svolte all’interno della area dell’Accademia.

Altra fonte è stata il testo “L’Accademia Navale – 1881-1981” di G. Galuppini edito dall’Ufficio Storico Marina Militare (Roma, 1981) e, naturalmente, la Rete.

Questo Società è stata incaricata di svolgere la verifica sismica dell’edificio, da considerasi strategico, ai sensi delle “Nuove Norme Tecniche delle Costruzioni” (DM 14/01/2008), della Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 e dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/3/2003 e s.m.i.

L’area è oggetto di interesse da parte della La Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno e dunque il servizio si è svolto nel rispetto, tra l’altro, del D.P.C.M. 9/2/11 “Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008” che ha ripreso la Circolare n°26, Prot. 10953 del 02/12/2010.

La S.A. ha richiesto il raggiungimento del livello di conoscenza LC2. Era inoltre richiesta, qualora necessaria, l’esecuzione dello studio di adeguamento dell’immobile.

L’immobile è disposto su tre livelli (seminterrato, piano rialzato, piano primo) con pianta pressoché rettangolare di m 73,4 x 21,3 circa; ha un vano scale principale sulla mediana del fabbricato e altri due prossimi a ciascuna delle estremità. La copertura è piana e su di essa svetta una lanterna di notevole lunghezza con la finalità di dare illuminazione al sottostante corridoio dal piano primo. La palazzina accoglie:

per un totale di 25.000mc di volumetria, 5.000mq di superficie di impalcati, 1.650mq di superficie coperta.

Da un punto di vista strutturale la Palazzina è costituita da:

Tutta la palazzina è circondata da uno scannafosso che ha una profondità media di 2m circa. Le murature appoggiano su uno zoccolo in muratura di pietra che si estende a oltre 1.30 m dal piano di campagna, in sintonia con quanto previsto nelle tavole di progetto originario.

I solai di tutti i livelli sono realizzati in latero cemento così come indicato nel “Inventario n°4” del ’53. Sulla base dei rilievi effettuati in sito e della manualistica dell’epoca è stato possibile risalire alle tre tipologie adottate: “Stimip MA”, “Stimip MB”, “Excelsior

La campagna conoscitiva ha previsto indagini sia visive che strumentali vertendo sia sugli aspetti geometrici (rilievo o riscontro della geometria del fabbricato e delle singole membrature nonché demolizioni localizzate di queste ultime atte a porre in luce le barre di armatura) sia sulle caratteristiche dei materiali. In dettaglio:

Indagini Visive
Indagini Strumentali su struttura
Indagini Strumentali su suolo

Grazie alla campagna di indagini sopra riassunta si è raggiunto il livello di conoscenza LC2.

I dati raccolti hanno consentito la messa a punto di un modello strutturale con il quale sono stati individuati, tramite analisi modale, i modi principali di vibrare della struttura. Successivamente è stata condotta un’analisi non lineare, per l’esattezza una PushOver (Analisi Statica Non Lineare) con il software    3MURI Pro 5.5 della S.T.A. DATA di Torino.

Al fine di ottenere un modello strutturale adeguato per l’analisi globale, nota l’importanza di una corretta scelta nella distribuzione di masse e rigidezze, nella fase preliminare di conoscenza si è approfondito e chiarito, oltre alle caratteristiche dei materiali, quali fossero gli elementi resistenti sia per le azioni verticali, che per le azioni del terremoto. Al fine di meglio identificare il comportamento del modello creato, prima di procedere con questo tipo di analisi, si è provveduto ad eseguire un’analisi modale dell’intero modello. Successivamente, per lo svolgimento dell’analisi PushOver, si è adottato un modello a telaio equivalente tridimensionale, in cui le pareti sono interconnesse da diaframmi orizzontali di piano (solai). Nello specifico la parete è stata schematizzata come telaio, in cui vengono assemblati gli elementi resistenti (maschi e fasce) ed i nodi rigidi.

Le indagini condotte hanno consentito di modellare le travi di accoppiamento in muratura ordinaria (fasce) in quanto sono risultate essere adeguatamente ammorsate alle pareti e sorrette da architravi strutturalmente efficaci. Dettagli costruttivi questi che rendono possibile l’attivarsi di un meccanismo resistente a puntone. Pertanto si sono considerate “efficaci” le fasce di piano all’interno del modello.

Per la palazzina, senz’altro classificabile come Edifico di III classe, è stata inoltre svolta l’Analisi dei Cinematismi.

Lo svolgimento della Verifica Sismica ai sensi dell’OPCM 3274/03 è stato accompagnato, nel presente affidamento, dallo studio – con nuova modellazione – di un intervento che  fosse in grado di condurre all’adeguamento sismico. Di seguito sono descritte le lavorazioni che ne sono scaturite:

chiusura di alcune nicchie/aperture tamponate moto prossime tra loro poste al piano seminterrato.