Palazzo per uffici in via Durini 16/18 - Milano

Oggetto: Affidamento della verifica sismica ai sensi dell’OPCM 3274/03 dell’edificio di Via Durini n. 16/18, Milano. Committente: DURINI 18 srl, Milano. Tipo di Appalto: Privato. Importo della prestazione (valutato ai sensi dell’OPCM 3362/04, Alleg. 2, punto a): € 44.500,00. Importo dell’opera (valutata ai sensi dell’OPCM 3362/04, Alleg. 2, punto c): 3.125.000,00 €. Volume: 21.000 mc. Periodo di esecuzione: anno 2011.

Durini

Tipologia della struttura: Muratura portante per l’impianto originario (piani bassi), travi e pilastri in c.c.a. nella sopraelevazione e per la copertura della corte interna (intervento del 1948), portali in acciaio per serra in copertura (intervento del 2004).

Il servizio svolto ha riguardato l’esecuzione di verifica sismica di un edificio ordinario di importanza normale ai sensi delle “Nuove Norme Tecniche delle Costruzioni” (DM 14/01/2008), della Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 e dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20/3/2003 e s.m.i. Trattandosi di edificio tutelato è stato inoltre necessario attenersi al D.P.C.M. 9/2/11 che ha ripreso la Circolare n°26, Prot. 10953 del 02/12/2010 “Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale allineate alle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni”.

L’immobile è porzione di un isolato delimitato da Piazza San Babila, Via Cerva, L.go Augusto e Via Durini all’interno del quale mancano nette e ben identificabili soluzioni di continuità strutturale. La delimitazione data al problema in esame consegue dunque più da ragioni “amministrative” che fisiche: l’edificio sottoposto a verifica è quello di cui è proprietaria, in toto o in quota parte, la società immobiliare in favore della quale questo lavoro è svolto.

Si tratta di un edificio di 21.000 mc con tre corpi di fabbrica principali. Quello prospiciente la Via Durini ha sette impalcati; l’ala a Nord, varia da quattro a sei impalcati; quella a Sud da quattro a sette. La loro conformazione ad “U” abbraccia un corpo di fabbrica interno, di due impalcati, sovrastati da una cupola. Questo corpo di fabbrica è occupato da un’autorimessa e dallo show-room di un importante brand del design italiano; gli altri sono occupati da uffici direzionali.

L’edificio, che esiste fin da epoca precedente al XV secolo, collegato strettamente alla limitrofa Chiesa dei Crociferi, è stato oggetto nel tempo di numerosi interventi. Tra i più recenti, ed importanti, si ricorda quello del 1948, allorché fu eseguita una sopraelevazione di un piano a filo della facciata esistente e d’un altro piano arretrato e fu impostata, nella corte interna, la costruzione del salone al piano terra e dei sottostanti locali autorimessa al piano interrato. Nel 1966 il complesso fu completamente restaurato conservando le caratteristiche storico-ambientali ed i materiali di facciata ed attuando un completo risanamento statico. Nel 2004, infine, è stato realizzato un nuovo volume, destinato a serra, sul lastrico solare del 5° piano.

Gli interventi a valenza strutturale, quello del 1948 e quello (assai più modesto) del 2004 hanno comportato l’inserimento di nuovi materiali portanti: travi e pilastri in c.c.a. nel primo caso, portali in acciaio nel secondo. Nella sottostante figura “Rappresentazione dell’intero modello” sono visibili in grigio i telai della struttura a copertura del salone e dell’autorimessa nella corte interna nonché  quelli della serra in copertura.

Lo svolgimento della prestazione si è articolato nelle fasi sottoscritte:

Una volta acquisiti i dati si è provveduto a definire l’azione sismica di riferimento adottata per il sito. Sono inoltre stati illustrati i risultati delle analisi diagnostiche svolte sul manufatto finalizzate alla lettura materico costruttiva, alla caratterizzazione dei materiali, all’interpretazione dei dissesti ed all’individuazione dei possibili meccanismi di danno sismico. È stato inoltre illustrato il modello meccanico della struttura adottato per l’analisi sismica, motivando la scelta del tipo di analisi svolta. Ci si è quindi attenuti alle disposizioni del Livello di Valutazione LV2 ed LV3, eseguendo sia l’analisi dell’intero manufatto che di modelli locali.

La modellazione tridimensionale dell’intero complesso è stata eseguita tramite software di calcolo SismiCAD 11.10. Il modello globale è stato verificato al sisma utilizzando il metodo dell’analisi dinamica lineare (Analisi Modale).

In merito alle verifiche locali, l’esperienza acquisita a seguito dei passati eventi sismici ha contribuito a dimostrare come limitate porzioni della costruzione (macroelementi), in caso di perdita di equilibrio, possano portare l’intera struttura al collasso. I meccanismi locali sono di fondamentale importanza nello studio del comportamento sismico di questi edifici tanto che, per Norma, “in nessun caso l’analisi globale può sostituirsi ad essi”. Individuati quindi i meccanismi potenzialmente attivabili nella costruzione, sia sulla base dell’osservazione diretta del manufatto che considerando situazioni analoghe (rilevate a seguito di eventi sismici su manufatti simili), se n’è valutata la vulnerabilità sismica.

L’edificio, alla fine, è risultato avere un livello di sicurezza sismica modesto; data la tipologia costruttiva dell’edificio ciò che limita l’analisi è da ricondursi, non tanto all’attivazione di possibili cinematismi di macro-elementi fuori dal piano, ma piuttosto al raggiungimento del collasso da parte di alcuni elementi. Alcuni degli interventi eseguiti a metà degli anni ’50 – periodo in cui le norme di tutela del costrutto storico non avevano ancora raggiunto l’attenzione odierna – hanno accentuato le vulnerabilità sismiche dell’intera struttura. In corrispondenza di tali punti, infatti, sono stati registrati tra i più bassi livelli di sicurezza.